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E se casa fosse più di un posto? 💜

E se casa fosse più di un posto? 💜

Inserito da Carolina Amirfeiz il giorno

Sisterine ciaoooo! 

È da un po’ che non ci sediamo qui, io e voi, nel nostro Blonde Diary.

L’ultima volta che vi ho scritto ero appena tornata da New York, ancora con gli occhi pieni di luci, emozioni e ricordi di un viaggio incredibile vissuto insieme alla mia mamma.

E oggi? Oggi vi scrivo da Dubai.

Ma questa volta c’è una piccola, enorme differenza. Non sono in viaggio. Sono a casa. E vi giuro che mentre scrivo questa frase fa ancora stranissimo anche a me. Se avete letto il mio Blonde Diary di qualche mese fa, forse vi ricorderete che proprio da Dubai vi avevo raccontato un momento molto particolare della mia vita.

Avevo intitolato quell’articolo “Tra sogni e paure”.

E forse non avrei potuto scegliere parole più giuste. Perché in quel momento Dubai rappresentava esattamente questo per me: da una parte un mondo nuovo, pieno di possibilità, dall’altra tutte quelle domande che arrivano inevitabilmente quando senti che qualcosa nella tua vita sta cambiando.

E se fosse la scelta giusta? E se invece non lo fosse?

E se mi mancasse casa? E se proprio dall’altra parte del mondo trovassi una nuova casa?

Beh Sisterine… qualche mese dopo eccomi qui. Con qualche risposta in più.

E probabilmente altre mille domande 

Ma con una certezza: a volte bisogna avere il coraggio di iniziare un nuovo capitolo prima ancora di sapere esattamente come andrà a finire.

A settembre io e Allegra abbiamo fatto le valigie e abbiamo raggiunto Nico a Dubai, dove si trovava già per seguire un progetto professionale.

E così, quasi senza rendercene conto, quello che era iniziato come un cambiamento legato al lavoro è diventato un nuovo capitolo per tutta la nostra famiglia.

E no, questa volta non c’era un biglietto di ritorno dopo qualche settimana.

C’erano valigie da svuotare.

Nuove abitudini da costruire.

Una nuova quotidianità da inventare.

E una bambina che, nel frattempo, cresce alla velocità della luce e rende qualsiasi cambiamento ancora più grande, più intenso e anche decisamente più… organizzato.

Perché trasferirsi dall’altra parte del mondo è una cosa.

Farlo con una bambina piccola è tutta un’altra storia.

All’improvviso non pensi più soltanto a dove andrai a cena o a quale sarà il tuo nuovo posto preferito.

Pensi alle sue abitudini, ai suoi spazi, alle sue giornate.

Cerchi di costruire per lei quella normalità che tu, per prima, stai ancora cercando di costruire per te stessa.

E forse è proprio Allegra che mi sta insegnando una cosa bellissima.

Che casa non è necessariamente il posto in cui hai sempre vissuto.

Casa sono le persone.

Le piccole routine.

I giochi sparsi ovunque, la colazione insieme, le passeggiate, le videochiamate con chi è lontano, i nuovi posti che piano piano smettono di sembrarti nuovi.

Casa è quel momento in cui ti accorgi che non stai più pensando “quando torno a casa”.

Perché sei già lì.

E mentre la mia vita personale cambiava completamente, sapete cosa stava succedendo?

Anche Blondesister stava facendo le valigie.

In modo diverso, ovviamente.

Ma se ci penso, forse è questa la cosa che mi emoziona di più di questi ultimi mesi.

Io stavo portando la mia vita fuori dall’Italia e, contemporaneamente, quel piccolo brand nato da un sogno stava iniziando a viaggiare sempre più lontano.

Dubai, Kuwait, Arabia Saudita, Grecia, Finlandia, Germania, Benelux, Ungheria…

Ogni volta che pronuncio questi nomi mi fermo un secondo.

Perché per me non sono semplicemente Paesi su una mappa.

Sono persone che hanno scelto di credere in Blondesister.

Sono call in inglese, campioni spediti dall’altra parte del mondo, documenti infiniti — e quando dico infiniti, fidatevi — riunioni, presentazioni, ordini, problemi da risolvere e nuove opportunità.

E sapete qual è la cosa assurda?

Che io continuo a sentirmi all’inizio.

Ed è una sensazione che adoro.

Perché ogni traguardo che raggiungiamo non mi fa pensare “ce l’abbiamo fatta”.

Mi fa pensare:

“Ok. E adesso fin dove possiamo arrivare?”

Qualche anno fa Blondesister era un’idea nella mia testa.

Poi sono arrivati i primi prodotti, i primi ordini, i primi punti vendita, le prime fiere e le prime Sisterine che hanno iniziato a riconoscere il nostro lilla.

E oggi mi capita di sedermi a un tavolo a Dubai e raccontare Blondesister a qualcuno che vive a migliaia di chilometri da dove tutto è iniziato.

Ogni tanto penso alla Carolina di qualche anno fa.

Quella che aveva un lavoro completamente diverso, ma continuava ad avere questa idea che le girava in testa.

E vorrei dirle:

continua.

Anche quando sembra troppo grande.

Anche quando non sai bene cosa stai facendo.

Anche quando qualcuno non capisce.

Anche quando hai paura.

Perché alcune delle cose più belle che mi sono successe sono iniziate proprio con un po’ di paura.

E oggi questa frase ha per me un significato ancora più grande.

Perché nel frattempo non sono più soltanto Carolina.

Sono Carolina founder.

Carolina moglie.

Carolina mamma.

E sto ancora cercando di capire come far convivere tutte queste versioni di me senza sentirmi perennemente in ritardo da qualche parte. 

Ci sono giornate in cui passo da una call con un distributore alla pappa di Allegra nel giro di tre minuti.

Giornate in cui sto pensando a un nuovo lancio mentre raccolgo giochi dal pavimento.

Momenti in cui vorrei avere 48 ore in una giornata.

E altri in cui vorrei semplicemente fermare il tempo.

Perché Allegra cresce.

Blondesister cresce.

La mia vita cambia.

E io con loro.

Forse per tanto tempo ho pensato che crescere significasse arrivare.

Raggiungere un obiettivo.

Mettere una spunta.

Dire: ok, ce l’ho fatta.

Oggi invece penso quasi il contrario.

Crescere significa avere il coraggio di sentirsi di nuovo all’inizio.

In una nuova città.

In un nuovo mercato.

In una nuova fase della vita.

Con nuove paure e sogni ancora più grandi.

Ed eccomi qui.

A Dubai.

Con una nuova casa, una famiglia che amo, una bambina che mi sta insegnando più cose di quante io riuscirò mai a insegnarne a lei e un brand che continua a sorprendermi ogni singolo giorno.

Ho cambiato città.

Ho cambiato abitudini.

Ho cambiato prospettiva su tantissime cose.

Ma c’è una cosa che non è cambiata.

Il sogno.

Anzi.

Forse è diventato ancora un po’ più grande.

E se c’è una cosa che vorrei lasciare anche a voi alla fine di questo Blonde Diary è questa:

non abbiate paura quando vi sembra di essere di nuovo al punto di partenza.

A volte non state ricominciando da zero.

State semplicemente iniziando da tutto quello che avete imparato fino a quel momento.

E credetemi, fa tutta la differenza del mondo.

A marzo vi scrivevo da Dubai parlandovi dei miei sogni e delle mie paure.

Oggi vi scrivo dalla stessa città.

Con gli stessi sogni.

Qualche paura in meno.

E una casa in più. 

Con tanto love,

Carolina

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