Perdersi per ritrovarsi: Marrakech.

Perdersi per ritrovarsi: Marrakech.

Inserito da Carolina Amirfeiz il giorno

Ciao sisterine,

Al momento vi sto scrivendo queste parole da casa.

Sono le cinque di pomeriggio, dalla finestra vedo un tramonto meraviglioso e sono appena rientrata da una delle esperienze più sensazionali che abbia mai vissuto. Per questo, stasera, vorrei prendermi un attimo di tempo per raccontarvi di questo mio ultimo viaggio. In una parola, indimenticabile ✨ ✨

Quello che mi resta sono gli incontri, le emozioni, la voglia di vivere e di viaggiare ancora e ancora, che spero, attraverso queste righe, di potervi trasmettere.

 

Marrakech e’ unica al mondo.

Ha dei colori, dei sapori e degli odori che non senti, non percepisci in maniera così spiccata ed evidente da nessun’altra parte.

La cosa più bella è perdersi dentro la Medina, scrutare ogni vicolo, vedere ogni bottega con i suoi artigiani all’opera e ritrovarsi circondati da… colori.

Colori accesi, sgargianti, brillanti. È davvero difficile descrivere tutto questo a parole ma ci sto provando.

Mentre cammini tra i vari vicoletti, poi, ascolti la preghiera, trasmessa in tutta la città, ed e’ un qualcosa di magico (pensa, pregano 5 volte al giorno), estremamente rilassante. Le parole, il modo in cui vengono intonate, sembra quasi una ninna nanna.

Per non parlare poi del cibo (scusa nonna Miccia, non ti offendere 😝): i sapori sono incredibili, è come se avvenisse un’esplosione di gusti nel tuo palato. Le loro spezie poi, come le utilizzano, un mix straordinariamente saporito, incredibile.

Cercherò di convincere la nonna e lo zio Sandro a ricreare qualcuna delle ricette che ho assaggiato ma temo non sarà un’impresa facile ma magari mi stupiranno anche loro, chi può dirlo 😆

Marrakech mi piace perché quando sei lì sembra quasi di tornare indietro nel tempo, o forse, addirittura, sembra proprio come se il tempo si fosse fermato.

Mi sono sentita catapultata a 100 anni fa, è stato pazzesco. La merce viene trasportata dagli asini, per farvi capire. E per chi come me è abituat* a vedere quasi sempre e solo macchine, scooter o trasporti pubblici di vario genere, è qualcosa che ti colpisce, su cui fai proprio caso. Ti fa pensare.

Hanno un ritmo più tranquillo rispetto a noi occidentali. Questo è certo!

E’ tutto molto più... lento, ma nel senso “positivo” della parola.

Capisci quanto sia importante vivere ogni minuto fino in fondo e ti fa capire quanto la frenesia delle nostre città non porti poi a granché di buono, perché si finisce quasi sempre per non rendersi conto del tempo che scorre vorace e veloce, tanto da farti percepire quasi di perdere qualcosa, pur facendone mille tutte insieme.

Insomma, godersi ogni istante, con calma. Questo è quello che fanno lì e questo è quello che cercherò di fare anche io, d’ora in avanti.

Beh, come potrete capire questo luogo mi ha davvero dato molto, e non solo a livello materiale ma anche spirituale, per così dire.

Torno quindi a casa con un bagaglio culturale (e di acquisti, perché lo avrete visto, ne ho fatti 🤣) grande grande e una ventata d’aria fresca che, per chi come me ha a che fare con la creatività, è assolutamente fondamentale. Anche se, a dire il vero, penso lo sia per tutt*.

Chissà magari un giorno, quando sarò piu’ grande o andrò in pensione, mi trasferirò lì.

Marrakech mi ha rubato letteralmente il cuore 💘

Tanto love

Carolina

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